domenica 7 marzo 2010

Saluti miei









Sono le 8.50, in Largo da Mutamba, ancora un sole tiepido alla finestra, ancor un pò di dormiveglia, è il primo sabato di marzo. Squilla il Cellulare...E' Miché.
- Ciao Ilaria ti ho svegliata?
-No, no, dimmi pure.
M-E' successa una disgrazia.

E' la terza volta che mi dicono una cosa del genere al telefono, riconosco il tono con cui lo si dice, anche se le persone son sempre diverse.

M- Al. è morto.
Gelo.
-Comeeeee?

M- Sto andando a casa sua, ieri non è stato bene e...non stava bene da un pò...lo sapevamo. Più tardi ti faccio sapere.

Questo signore qua lo conosciamo tutti "noi della Divina"(HDP). L'uomo dei movimenti, dei passaporti, dei visti per gli italiani. Dei rapporti con la nostra Ambasciata. Della conferma dei biglietti aerei per noi espatriati.
L'uomo che mi evitava le code negli uffici in centro e il traffico delle 5 del mattino, che in macchina si metteva lui quando ancora il sole non si era svegliato.
Piccolo, minuto, silenzioso. Lui e il suo baffetto scuro sulla pelle nera. Si affacciava nel mio studio, puntualmente, ogni giorno da più di due anni e mi salutava sempre alla stessa maniera:

- Bom dia Hillaria, Tem alguma cosa pra mi?

Passava dalle parti della direzione, in contabilità, in segreteria, e...anche se personalmente non avevo "commissioni" da girargli, tutti avevano un compito da dare ad Al., ancor prima che i pc degli altri si mettessero in moto.

Ieri pomeriggio si è fermato davanti alla porta, di ritorno dai suoi mille giri e mi ha guardato. Incerto. Esitava ad entrare.

-Boa tarde, dico io, indaffaratissima tra le carte del Programma per OVERLAND in arrivo a Luanda.

-Entra Al., faz o favor.

Lui risponde sofferente...penso io che deve aver trovato 50 gradi fuori. Non può esser altrimenti. Trema e non riesce a coordinare le parole. Mi passa un malloppo di fogli e mi dice: -Questi sono per Marco.

Non l'ho mai visto così...Lo invito a sedersi. Niente. Tento di accompagnarlo a misurare la pressione, giù in fondo agli ambulatori...Niente. E' uno più testardo di me.
Mi dice solo -Muito Obrigado.
E si muove verso l'uscita. ...Lo accompagno, ma non lo distolgo, mi tocca rispettare quel che dice. E' deciso e va a casa.

Il resto ...ecco...l'ho saputo solo oggi.

Trieste, Modena, Catania, Bergamo, Lomé, Oristano, Bahia, Pisa e Verona....tutti voi che siete passati di qua, immagino cosa vi passi in mente.

E' piuttosto spiacevole pensare che non sempre ci godiamo le persone a fondo. Forse crediamo di durare in eterno o temiamo che soffermarci a far due chiacchiere rubi troppo del prezioso tempo.

Per fortuna un grande sacco di banane e biscotti me lo sono pappato con lui nei vari mesi caldi di quest'Africa e mai mi scorderò di lui. TANTOMENO quando all'inizio del mio percorso QUI mi disse, in tutta spontaneità: -Ascolta, riusciamo a far venir giù una vecchia fiat, su uno dei containers? Usata sai, la pago io... Rossa però!!!

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