mercoledì 11 febbraio 2009

Per chi suona la campana


Vedo uscire un’ ambulanza dal nostro ospedale. In quale altro centro medico porterá quel bambino adesso? Ascolto la musica in cuffia…ancora in ufficio. Oggi faccio come ai vecchi tempi, quando non c’era internet giú in “foresteria” e stavamo nelle nostre postazioni di lavoro sino all’ora di cena in refettorio. Quante cose son cambiate da un anno a questa parte. Neanche piú ceniamo in ospedale. La controparte locale ci aiuta con la spesa e noi ci facciamo le cene alla maniera a cui siamo abituati “da mammá”! Ci godiamo il salotto che ha guadagnato in dignitá e le due stanze pitturate di bianco splendente.

Purtroppo fuori non posso darvi notizia che tutto cambi come in casa.

Abbiamo fatto un sopralluogo dove s’ intende implementare un progetto di ristrutturazione per i bambini del nostro quartiere. Era una scuola appartenente ad un altro ente di livello internazionale che ora ha passato il testimone. Direi che c’é da mettersi le mani nei capelli…ma anche da lavorare, e dunque: SIA!

La scuola ve la faccio vedere. C’é del cemento battuto qua e la, con dei fori a macchia d’olio dove centrare le sedie. Unica mobilia a disposizione dei discenti. La struttura sembra una bocca di vecchio con le feritoie al posto dei denti: cade a pezzi, ma ospita piú di 1300 bambini. Coi muri color fondo di fiume in cancrena. Ogni giorno 24 classi, 12 di mattina e il restante quando cuoce l’ uovo, come dice Rosa. Sopratutto se lo abbandoni sotto tutto quell’eternit. 70 bambini per pezzo di stanza. Quasi tutte le aule non hanno porte, finestre, ma solo reti o semplici grate. Questo facilita la sopravvivenza dei piccoli coraggiosi, lasciando filtrare l’aria da ogni lato ed evitando la morte sicura per asfissia, ma contribuisce a che il chiasso di bimbi e insegnanti abbassi il livello di attenzione e il puzzo di fognature e spazzatura a cielo aperto invada costantemente le loro narici.

Mentre visitiamo la struttura fatiscente sbucano fuori centinaia di grembiuli BIANCO SU NERO da ogni porta. Il bidello ha appena battuto con forza su un lungo pezzo di ferro appeso all’esterno del padiglione centrale. Suona la campanella. Ricreazioneeee. Non potevamo esser piú fortunati. Non mi piace visitare le scuole quando i bambini fanno lezione e i maestri gli impongono di salutare con riverenza le “visite”…sembrano tutti infagottati. A pagu (=fine) con la finzione dunque! Tutti in giardino…cioé, no, volevo dire, tutti in cortile sotto un unico albero, qualche gradino addossato alla scuola dove potersi riparare dal sole e cumuli di immondizia dove arrampicarsi per scivolare giú beatamente com l’innocenza dell’etá virtuosa.

In poco tempo mi diverto a chiedere chi é il miglior capoerista del gruppo (non só piú quanti sono MAMMAAAAAA)  e via a dare dimostrazioni pratiche del loro sport di fiducia. Poi mi accerchiano ormai all’uscita. Non é un’assalto. E´ pura curiositá: io, unica donna bianca al loro cospetto. Só che non posso sfuggirli, anche se sono peggio del piú bell’anello che ho, ma che stringe troppo. Cerco di allargare lo spazio chiedendo  loro le informazioni che mi servivano sulla scuola.

- “Quanto tempo stai qui tu Ndé?”

-“Solo mezza giornata”.

- “E quanti compagni hai” ?- Vedo che si imbarazza e provo a sparargli un numero molto basso per il tot delle sedie che ho contato dentro:

-“24?” -azzardo.

Oh, ragazzi….mi ride in faccia.

E poi giú di li a scoprire che cosa sognano di fare da grandi, quali ambizioni puó avere un bambino che vive in certe condizioni, quale coscienza?

La mia rimane ferma ai ricordi delle Elementari di via Matteotti, dove ho scritto su mille quaderni a righe e quadretti, appoggiata a dei lunghi banchi verdolini, per cinque anni.

E l’ora della merenda aveva il suo senso…………………………………………………….. legato al significato SACROSANTO della parola per cui suonava la campana.

 

4 commenti:

Chiara ha detto...

ciao Ila...che strano pensare che ora avete internet in casa e non cenate più in mensa... ti ricordi il periodo che avevano visto il boa? sparecchiavamo in super velocità per paura che spuntasse fuori improvvisamente... e le superchiaccherate fuori dalla casa?che risate che ci facevamo... mi mancate... salutami tanto tanto anche Ivan e Magda, a presto e in bianco..;-) Chiara

ANNA ha detto...

...che strano davvero... pensa è già passato un anno dal mio viaggio in SUD AFRICA...
ti penso tanto e mi manca tanto l'angola...
Ti stringo forte..
Anna

Foz ha detto...

eeeeeeeeeeeeeeehhhh le mie compagne d'africaaaa! Lo sapevo che sarei riuscita a darvi l'eco questa volta qui. Adesso vi sparo un altro pò di foto così vedete come cambia questo posticino qua!credici......ci vediamo in abito bianco alor mie care damigelle .....vi aspettiamo in carovana!

ribiczar ha detto...

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