
Ore 23 circa. Ora angolana. Inizia Che tempo che fa, in differita, come ogni domenica.
Ma oggi è tutto per De Andrè. E per noi è senza pubblicità. La rai international ce ne scampa e libera. Dio li benedica. E la casa si raduna sui divanetti, tutti intorno ad ascoltare la Musica italiana. Quando penso a questa Musica mi viene in mente l'anfiteatro di Bauladu, il tributo a De Andrè di circa 8 anni fa, in una bella notte tra gli amici che, come me, nutrono la stessa passione per i suoi suoni e i testi inimitabili. Poi ancora penso a Massimiliano, che ricordo suonare e cantare a squarciagola Fabrizio nelle strade, sul muretto di piazza San Palmerio, davanti alla Torre aragonese, in qualche Novenario di campagna, in una di quelle Pasquette senza vergogna, nessun orario, solo aria, occhi vivaci e voglia di libertà. E' la colonna sonora della mia vita In Sardegna. E' Massi C. sulle rive del Poetto col girasole all'occhiello e il cappello da trasformista. E' la mia amica Tiziana che cammina piccola e audace nel Laos sempre con qualcosa di suo sulle orecchie, sicuro. E' la mia voglia mai azzeccata di imparare a strimpellare per la volontà di cantarlo ancora. E' la fisarmonica di mio zio. Il vinile custodito da nonno Palmerio vicino al mangiadischi giallosabbia. Le spatole sulle percussioni di Manu. Qualche ritratto ingrigito in casa di Simo, una frase sul treno verso Cagliari, la presentazione del testo sul sequestro a Tempio, in una libreria fredda di Roma con Jemp&Pippi. E' ancora sulla scrivania del mio studio, negli Hard Disk di tutti, qui per casa, da un anno a questa parte.
Adoro gli artisti. Immaginate chi sta al di sopra.
"Ama e ridi se amor risponde
piangi forte se non ti sente
dai diamanti non nasce niente
dal letame nascono i fior "
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